MUCHO GUSTAVO Badell, s’intende. C’è davvero molto da scoprire su questo bodybuilder da 108 kg e sulle sue braccia da 54 cm di circonferenza
ISTANTANEA
DATA DI NASCITA: 3 novembre 1972
LUOGO DI NASCITA: Venezuela
RESIDENZA ATTUALE: Carolina, Porto Rico
ALTEZZA: 173 CM
PESO: 118 kg (off-season); 108 kg (peso gara)
FAMIGLIA: sposato con Jessica, 2 figli (Gustavo Jr. 11 anni, Barbie Ann, 2 anni)
INDIRIZZO:
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GUSTAVO BADELL è un ragazzo felice. Essendosi piazzato entro i primi 10 in tre gare IFBB consecutive e così qualificato per il Mr. Olympia, è davvero soddisfatto del livello raggiunto come professionista, e la vita privata va ancora meglio. Condivide una bella casa nella città di Carolina, a Porto Rico, con la moglie Jessica, il figlio Gustavo Jr. e la figlia Barbie Ann, e in palestra passa il tempo libero ad allenare il suo nipote nonché più grande fan, Charlie Rodriguez, affetto dalla sindrome di Down. Naturalmente, una bella statuetta di Sandow in bella vista nella sua casa non guasterebbe affatto, ma Gustavo sa di poter aspettare. Almeno per un altro po’...
UN INIZIO PARTICOLARE Ultimo dei cinque figli di Mere e Gomez Badell, Gustavo è nato nello splendido Venezuela nel 1972. Cinque anni più tardi, il padre Gomez ha trovato lavoro a Porto Rico e vi si è trasferito con la famiglia. E’ lì che Gustavo ha imparato ad amare vari sport, in particolare quelli di contatto.
A 15 anni si è innamorato della boxe e del suo cugino diretto, il kick-boxing, ma pur possedendo velocità, agilità ed un naturale talento atletico, Gustavo era carente in un fattore: la massa. “Quando facevo boxe - racconta oggi - ero magrissimo. Fu il mio allenatore a dirmi di iniziare a darmi da fare coi pesi per aumentare la massa delle braccia, perché quando si parano dei colpi se ne prendono molti proprio sulle braccia”.
E così fece, con entusiasmo e grande dedizione. E il suo fisico iniziò a cambiare rapidamente stupendo tutti i suoi amici. In men che non si dica, le braccia iniziarono a crescere e ad irrobustirsi, così rapidamente che i compagni di palestra iniziarono ben presto a consigliarli di dedicarsi al body-building agonistico. “Mmm... perché no?”
DOTI NATURALI E GROSSI MUSCOLI
La boxe era divertente e gratificante, ma il body-building lo era ancora di più. Seguendo l’istinto, Gustavo ha iniziato ad allenarsi sul serio scoprendo presto un’innata predisposizione alla crescita muscolare. Dopo soli sei mesi di allenamento coi pesi, ha partecipato, vincendo, alla sua prima gara, gli Junior Caribbean Championships.
Ormai Gustavo era contagiato. Ha cominciato a leggere tutti i libri e le riviste di body-building che riusciva a trovare, per imparare il più possibile sulla sua nuova passione. “Mi piaceva moltissimo ciò che stavo facendo. Vedevo i bodybuilder sulle riviste e pensavo “‘Voglio diventare come loro’. Poi ho iniziato a pensare: ‘voglio diventare meglio di loro’”
Intraprendendo la carriera di bodybuilder autodidatta, come fanno molti bodybuilder alle prime armi Gustavo si è scelto un modello a cui ispirarsi. “Shawn Ray mi sembrava perfetto. Aveva delle linee classiche ed un fisico splendido, proprio il tipo di fisico che volevo raggiungere”.
Con un progetto chiaro ed il suo solito entusiasmo, Gustavo si è gettato a capofitto nel body-building agonistico senza risparmiarsi. In breve è arrivato al successo a livello regionale, e dopo soli sei anni da quando aveva preso in mano un manubrio si è guadagnato il tesserino da professionista vincendo il titolo assoluto ai Caribbean Championships del 1997. Fino ad oggi, Badell ha preso il terzo posto all’Ironman (qualificandosi per l’Olympia), il settimo all’Arnold Classic ed il quarto al San Francisco Pro. Attribuisce gran parte del merito al suo istruttore e collega nella IFBB Milos Sarcev. “Mi ha aiutato con l’allenamento e con la dieta, ma soprattutto insegnandomi ad apprezzare di più lo stile di vita del body-building. E’ una grande fonte di ispirazione, ed un ottimo amico”.
LA SUA VITA
Nonostante il successo, Gustavo Badell resta un ragazzo coi piedi per terra. Non lo vedrete mai trasferirsi sulle spiagge della California (anche perché quelle di Porto Rico sono già stupende), né fare bagordi nelle famigerate feste post-gara (è astemio). Per Gustavo, il massimo del relax è stare disteso sulla sconfinata spiaggia di San Juan, con moglie e figli, e dedicarsi ad allenare il nipote nella locale Powerhouse Gym, un impegno estenuante ma molto gratificante.
E continuerà a vivere la vita che lo soddisfa di più, restando accanto alla famiglia con la sua presenza positiva, come ha sempre fatto. E potete stare pur certi che continuerà a salire nei ranghi del body-building. Con l’aiuto di Milos, Gustavo conta di fare un’ottima impressione al Mr. Olympia di quest’anno, presentandosi ad ogni costo con 108 kg di muscoli.
“ Sarò più in forma che mai - promette Badell - Forse uno o due chili più pesante rispetto al San Francisco Pro di marzo, ma soprattutto in condizioni migliori, più scolpito e proporzionato. Voglio presentarmi nella mia forma migliore, non essere semplicemente il più grosso”.
Che succederà, se la giuria non dovesse riconoscere la qualità di Gustavo Badell nella montagna di muscoli che affolleranno il palco dell’Olympia 2004? “E’ difficile sapere cosa penseranno i giudici di gara, ma si tratta di un traguardo che voglio raggiungere per me. Non solo per vincere, ma per me stesso. Ovvio che vincere al Mr. Olympia mi piacerebbe moltissimo, e penso di potercela fare, un giorno”.
Ovvio che una vittoria al Mr. Olympia farebbe Gustavo ancora più felice, a patto che ciò sia possibile. Vorrebbe infatti dire detronizzare il sei volte campione Ronnie Coleman, cosa altamente improbabile. Per saperlo, però, dovremo aspettare il prossimo 30 ottobre.
Shawn Perine scrive per la rivista FLEX e pubblica il sito di body-building ironage.us.
CONSIGLI DA IMBRACCIARE
1 Credo molto nello spremere al massimo i bicipiti per tutto il range di movimento di ciascun esercizio, sia nella fase ascendente che in quella discendente. Questo aiuta ad entrare il più possibile in sintonia coi muscoli da contrarre, e credo proprio che ciò li aiuti a crescere. Inoltre, cerco di mettere in tensione tutto il corpo, a prescindere dalla parte che sto allenando. In questo modo si imparano a controllare tutti i muscoli e ad usarli insieme.
2 Coi manubri eseguo i curl alternati. Per me è importantissimo concentrarmi mentre mi alleno, e con le ripetizioni alternate riesco ad usare il massimo delle energie nel braccio che sto allenando. Mi piace anche fare i curl ai cavi un braccio alla volta, così da concentrarmi singolarmente sulla contrazione di picco.
3 Non mi piace allenare i gruppi muscolari più piccoli con meno set e viceversa, come fanno molti. Per me ogni muscolo va allenato allo stesso modo. C’è chi direbbe che 20 set per i bicipiti siano troppi, ma per me funziona benissimo. E direi che un paio di braccia da 54 cm di circonferenza non siano un gruppo muscolare “piccolo”. Ognuno deve trovare ciò che funziona meglio per sé, a prescindere da ciò che dicono gli altri.
4 Inizio sempre il workout per i bicipiti con gli esercizi col bilanciere o coi manubri. Sono adatti alla massa, e posso andarci più pesante che con i cavi. Considero io cavi più adatti agli esercizi di rifinitura, quindi mi ci dedico solo dopo aver finito il lavoro per la massa.
5E’ importante mescolare sempre i vari elementi del workout. Se una settimana inizio coi curl col bilanciere, quella dopo inizio coi manubri. Mi piace variare spesso i miei workout: impedisce ai muscoli di abituarsi al lavoro imposto e li costringe a crescere.
6 Quando eseguo dei curl, mi piace farlo in modo ritmico. Nella fase positiva vado più veloce. Ad esempio, quando faccio i curl col bilanciere abbasso il peso lentamente, col massimo del controllo, poi torno su in modo esplosivo, senza però aiutarmi col resto del corpo. Poi sto fermo un secondo in cima, come se mi esibissi in una posa per i bicipiti, quindi ricomincio. Dieci o dodici ripetizioni come questa e i bicipiti implorano pietà!
CURL IN PIEDI COL BILANCIERE
INIZIO State in piedi col bilanciere poggiato a terra o su un fermo all’altezza delle cosce. Afferrate la sbarra con una presa in supinazione larga più o meno quanto le spalle (una presa più stretta agisce meglio sulla parte esterna dei bicipiti, e viceversa).
ESECUZIONE: Sollevate la sbarra da terra, e dalla posizione a braccia distese in basso portatela su verso le spalle, tenendo i gomiti contro i fianchi.
Contraete con forza i bicipiti una volta in cima, e riportate giù la sbarra in modo controllato.
Sicurezza: piuttosto che tenerle completamente rigide, tenete le ginocchia leggermente piegate per alleviare lo stress sulla regione lombare.
CURL ALTERNATI COI MANUBRI, SEDUTO
INIZIO: Poggiate due manubri a terra accanto ad una panca piana o con schienale regolabile posizionato in verticale. Afferrateli con le palme rivolte verso il corpo.
ESECUZIONE: Portate un manubrio verso la spalla tenendo il gomito fermo e vicino al busto e ruotando il palmo verso l’alto. In cima, il palmo deve essere rivolto verso la spalla. Contraete il bicipite in cima, quindi riportate lentamente il manubrio alla posizione iniziale invertendo la rotazione del polso. Ripetete col braccio opposto.
CURL AL CAVO CON BARRA EZ
INIZIO: Collegate una barra EZ ad un cavo basso, quindi afferratela all’interno della piegatura per agire sulla parte esterna dei bicipiti, all’esterno per lavorare su quella interna.
ESECUZIONE: State in piedi con le ginocchia leggermente flesse e la spina dorsale nella sua curva naturale. Puntate i gomiti contro i fianchi e sollevate la sbarra verso le spalle. Mantenete la posizione e spremete i bicipiti per un secondo prima di riabbassare la sbarra seguendo la stessa traiettoria, ma un po’ più lentamente rispetto alla fase positiva.
CURL AI CAVI ALTI
INIZIO: Attaccate due staffe ai cavi alti ed afferratele con le palme in alto, sollevando le piastre. I cavi devono essere allineati con gli avambracci per ottenere il massimo range di movimento. Gli atleti più bassi devono sollevare i gomiti, mentre i più alti devono tenere gli avambracci più in orizzontale.
ESECUZIONE: Portate le staffe verso la testa, e mantenete la massima contrazione per un secondo, come un una posa di doppio bicipite, quindi tornate lentamente alla posizione iniziale. Potete anche eseguire l’esercizio un braccio alla volta.